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Roma – Il progetto di riqualificazione del mercato di piazza San Giovanni di Dio, storico snodo commerciale del quartiere Monteverde, finisce al centro di una dura polemica politica. A sollevare il caso è la Lega, che attraverso un’interrogazione a risposta scritta rivolta al Sindaco e all’Assessore competente, accende i fari su cantieri fermi, incrementi di spesa vertiginosi e criticità legate alla delocalizzazione temporanea degli operatori.

​I nodi dell’interrogazione: ritardi e costi alle stelle

​Approvato dalla giunta capitolina nel febbraio del 2025, il progetto di riqualificazione risulta a oggi ancora al palo. Un ritardo di ben 17 mesi che i capigruppo della Lega in Campidoglio e in Municipio XII, Fabrizio Santori e Giovanni Picone, definiscono ingiustificabile, chiedendo chiarezza su chi siano i responsabili di questa paralisi.

​Al centro delle contestazioni c’è soprattutto il quadro economico dell’opera. Secondo quanto riportato dagli esponenti leghisti, i fondi necessari sarebbero lievitati in modo anomalo, passando dai 5 milioni di euro previsti nel documento di indirizzo iniziale a ben 17 milioni di euro. Un aumento che, denunciano Santori e Picone, non risulta supportato da “una relazione tecnica o un quadro economico comparativo idonei a motivarne il rilevante incremento”.

​Il nodo della delocalizzazione temporanea

​L’iter dei lavori prevede la demolizione dell’attuale struttura per fare spazio a un nuovo polo mercatale e a una piazza pubblica. Per l’intera durata del cantiere, i banchi dovrebbero essere trasferiti nella vicina piazza Madonna de La Salette.

​Un’operazione che la Lega bolla come un’idea “traballante”, evidenziando diverse lacune gestionali e progettuali:

  • Assenza di valutazioni tecniche: Mancherebbe un’analisi formale in grado di certificare la reale compatibilità della nuova area a ospitare le decine di operatori del mercato.
  • Impatto sulla viabilità: Già in Commissione trasparenza al Municipio XII, l’opposizione aveva richiesto un piano aggiornato della viabilità interna, essenziale per preparare i cittadini ai disagi dei mesi di lavorazione.
  • Qualità della vita: La scelta non terrebbe conto delle reali esigenze del quartiere e dei residenti delle vie limitrofe.

​L’attacco politico alla gestione del Municipio XII

​L’affondo della Lega si traduce in un duro attacco politico alla maggioranza che governa il territorio. I consiglieri puntano il dito contro la sede istituzionale di via Fabiola, definita un “fortino dell’amministrazione Pd che decide a porte chiuse sulla testa dei cittadini”, lamentando una totale assenza di dialogo e trasparenza istituzionale.

​”Il mercato deve certamente essere riqualificato”, concludono i due esponenti leghisti nella loro nota congiunta, “ma Roma non può essere massacrata da scelte il cui principale risultato è rendere la città invivibile ai suoi stessi abitanti”.

Fonte foto:

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Redazione
Autore: Redazione