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Il primo incontro del gruppo di lavoro Con il Seno di poi, promosso dal Consigliere Alessandro Alongi e ospitato nella sede del Municipio XII il 15 settembre scorso, ha rappresentato un momento decisivo per la costruzione della futura rete territoriale di sostegno alle donne operate di tumore al seno. Il progetto nasce con un obiettivo chiaro: mettere ordine nella frammentazione dei servizi, rendere visibile ciò che già esiste nel quadrante di Monteverde e creare nuovi strumenti capaci di accompagnare le pazienti nel delicato periodo post‑operatorio.

L’incontro ha riunito professioniste, psiconcologhe, operatori sanitari, volontarie e associazioni del territorio, dando vita a un dibattito ricco e concreto. Se da un lato le esperte hanno portato la voce delle pazienti e dei caregiver, dall’altro le associazioni hanno mostrato la forza di un tessuto civico che da anni lavora accanto alle donne, spesso colmando vuoti informativi e relazionali che il sistema pubblico fatica a intercettare.

Il contributo delle realtà associative è stato particolarmente rilevante, perché ha evidenziato come il sostegno alle donne non possa limitarsi alla clinica, ma debba coinvolgere cultura, prevenzione, riabilitazione, comunicazione, nutrizione, estetica oncologica, maternità e inclusione sociale.

L’associazione Zitto Cancro, rappresentata da Daniela Raponi e dal vicepresidente David Pironaci, ha ricordato che la malattia non colpisce solo la donna, ma l’intero entourage familiare e sociale. Da anni l’associazione promuove iniziative di prevenzione attraverso eventi culturali, presentazioni di libri, sfilate di moda e giornate dedicate al benessere. Raponi ha sottolineato che spesso mancano spazi adeguati per realizzare queste attività, e che il Municipio può svolgere un ruolo decisivo nel metterli a disposizione.

Giorgio Modesti, fondatore di Cancertoday.info, ha portato l’esperienza di una piattaforma che offre informazioni sul cancro a 360 gradi. Ha annunciato l’evento del 16 ottobre a Palazzo Valentini, ricordando quanto sia importante diffondere contenuti chiari e aggiornati per contrastare disinformazione e paure.

La nutrizionista Teresa Canali ha evidenziato il ruolo centrale dell’alimentazione nel percorso oncologico. Ha spiegato che le pazienti ricevono spesso informazioni divergenti e che è necessario sfatare fake news, promuovere uno stile di vita attivo e integrare alimentazione, movimento e meditazione. Una visione condivisa anche dalla nutrizionista Elisabetta Iafrate, che ha offerto disponibilità a iniziative dedicate.

Un contributo originale è arrivato da Silvia Superbi, dell’associazione Frame for Life, che utilizza fotografia e cinema per il sociale. Superbi ha ricordato che per comunicare temi sanitari e sociali serve emozione, perché l’immagine arriva dove le parole non sempre riescono. Ha proposto corsi di fotografia per aiutare le donne a raccontare se stesse e le proprie emozioni, e momenti di condivisione aperti alla cittadinanza basati su narrazioni visive.

La Consigliera A.I.D.I.A. Roma, Paola D’Incecco, ha portato la prospettiva delle donne architetto, spiegando come l’urbanistica partecipativa possa contribuire ad animare spazi, creare narrazioni e rendere più accoglienti i luoghi dedicati alle attività di sostegno. Il territorio, ha ricordato, può diventare esso stesso strumento di cura.

La maestra di nordic walking Rossella Sandrelli ha illustrato il ruolo della sua associazione nella riabilitazione post‑operatoria. Il movimento, ha spiegato, è fondamentale per recuperare equilibrio, autonomia e quotidianità. Il nordic walking, praticato anche nei parchi di Monteverde, è un’attività che molte donne trovano liberatoria e utile per ritrovare fiducia nel proprio corpo.

Un intervento particolarmente articolato è stato quello di Patrizia Saraceo, presidente di ANDOS Roma, che ha richiamato la necessità di integrare servizi pubblici e iniziative spontanee. Saraceo ha sottolineato che il territorio deve lavorare su due fronti: servizi e attività. Da un lato occorre orientare le donne, verificare ciò che già esiste e facilitare l’integrazione tra associazioni e strutture pubbliche; dall’altro bisogna promuovere prevenzione, aumentare l’adesione allo screening mammografico e affrontare il tema delle disuguaglianze, che colpiscono in particolare le donne straniere. Ha ricordato che il volontariato non deve sostituire il pubblico, ma lavorare in una cornice di sostenibilità, con linee di finanziamento chiare e protocolli condivisi.

La presidente di Latte e Coccole, Martina Carabetta, ha portato l’esperienza delle mamme che ricevono una diagnosi durante la gravidanza o l’allattamento. Ha spiegato che patologia e fisiologia spesso non dialogano, e che molte donne rinunciano ai controlli per anni credendo, erroneamente, di non poterli effettuare durante l’allattamento. Ha evidenziato l’importanza della prevenzione, della lettura corretta dei referti, del sostegno alla neogenitorialità e dell’informazione su temi complessi come l’oncofertilità.

La counselor Luna Braccioli, di REICO, ha suggerito di concentrarsi sulle malattie invisibili e sul supporto alle famiglie con bambini, anche attraverso giornate di divulgazione nelle scuole. Ha ricordato che la diagnosi oncologica non riguarda solo la donna, ma l’intero sistema familiare.

Infine, Myriam Mazza, dell’associazione Ricomincio da me, ha portato il tema della cura cosmetica come parte integrante del benessere. Ha spiegato che la pelle è uno degli organi più colpiti dalle terapie oncologiche e che mantenere la barriera cutanea in salute aiuta anche a non interrompere le cure. I laboratori dell’associazione uniscono prevenzione, educazione e consulti personalizzati, offrendo alle donne un percorso che non riguarda solo l’estetica, ma la qualità della vita.

Il promotore del progetto, il Consigliere Alessandro Alongi, ha sottolineato che “le associazioni sono la spina dorsale del territorio: conoscono le persone, intercettano i bisogni, costruiscono comunità. Il progetto ‘Con il Seno di poi’ nasce per mettere in rete queste energie e dare loro continuità”. Alongi ha ribadito che il Municipio XII intende valorizzare il lavoro delle realtà locali, trasformando il loro contributo in un modello stabile e inclusivo.

Il primo incontro ha mostrato un territorio vivo, competente e generoso. Le associazioni presenti hanno dimostrato che la cura non è solo clinica, ma culturale, sociale, relazionale e comunitaria. Con il Seno di poi nasce proprio da questa consapevolezza: costruire una rete che non lasci nessuna donna sola, e che faccia del Municipio XII un punto di riferimento per tutta la città.

Redazione
Autore: Redazione