Scopriamo i segreti della Catacomba di San Pancrazio

Alla scoperta dei segreti della Catacomba di San Pancrazio, situata nel quartiere romano di Monteverde

La catacomba di San Pancrazio (detta anche di Ottavilla) è una catacomba di Roma, situata a Piazza San Pancrazio; presso la Basilica omonima nel noto quartiere di Monteverde.

La catacomba è conosciuta soprattutto col nome del principale martire qui sepolto, San Pancrazio, originario della Frigia. Egli era giunto a Roma con lo zio Dionisio dopo la morte dei genitori; e poi decapitato nel 304 per essersi rifiutato di sacrificare agli dei. Il suo corpo, abbandonato sulla via Aurelia, fu raccolto da una matrona cristiana, Ottavilla; che lo fece seppellire nel cimitero più vicino, probabilmente di sua proprietà. Il culto di San Pancrazio si diffuse molto nel medioevo, a tal punto che la catacomba che porta il suo nome era una delle poche di Roma che fu sempre visitabile dai pellegrini. La prima menzione del martirio di Pancrazio è contenuta nel Martirologio Geronimiano, che fissa la data della morte al 12 maggio.

Le fonti antiche, in particolare gli itinerari medievali per pellegrini, nominano altri martiri sepolti in San Pancrazio: Artemio; Paolino; Sofia e le tre figlie di questa dal nome Fede, Speranza e Carità. La sepoltura di queste ultime quattro martiri è forse da individuare nel cosiddetto cubicolo di santa Sofia.

La storia della Basilica

Tra la fine del IV secolo e l’inizio del V papa Simmaco fece erigere nel sopraterra una basilica in onore del martire e un edificio termale. Nel 594 Gregorio Magno dotò la basilica di un monastero. Nel 625 papa Onorio I ricostruì la basilica, a tre navate.

San Pancrazio è una delle poche catacombe di Roma di cui non si perse completamente traccia nel corso dei secoli; anche se fu spesso confusa con altre catacombe poste sulla via Aurelia. Antonio Bosio studiò a fondo il cimitero, ma lo confuse con quello di Calepodio; mentre fu Giovanni Battista de Rossi nel corso dell’Ottocento a distinguere le due catacombe.

Scavi condotti agli inizi degli anni trenta del XX secolo sotto il pavimento della basilica di San Pancrazio hanno permesso di scoprire una strada d’epoca romana che tagliava in due diagonalmente la basilica; ed inoltre sono venuti alla luce mausolei e tombe terragne. Sia all’interno della basilica sia nel piazzale antistante, cosa che ha evidenziato che il cimitero ipogeo comprendeva anche una sviluppata area funeraria nel sopraterra.

Foto di MAKY_OREL liberamente tratta da Pixabay

Cristina Di Florio
Author: Cristina Di Florio

Nata a Roma e cresciuta nel quartiere di Monterverde. Dopo il diploma ha proseguito gli studi in ambito giuridico. Da anni si occupa di eventi, ha una lunga esperienza nel settore della comunicazione tradizionale e digital.

Cristina Di Florio

Nata a Roma e cresciuta nel quartiere di Monterverde. Dopo il diploma ha proseguito gli studi in ambito giuridico. Da anni si occupa di eventi, ha una lunga esperienza nel settore della comunicazione tradizionale e digital.