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La telecamera di Lungotevere dei Sangallo: quando la tecnologia diventa una trappola per le multe (ingiuste?)

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A Roma, i sistemi di controllo elettronico delle corsie preferenziali sono fondamentali per garantire il regolare scorrimento dei mezzi pubblici e ridurre il traffico indebito. Tuttavia, come spesso accade nella Capitale, ciò che dovrebbe essere un efficace strumento di civiltà rischia di trasformarsi in una vera e propria trappola per gli automobilisti e scooteristi. È il caso emblematico della telecamera installata sulla corsia preferenziale di Lungotevere dei Sangallo, che da anni infligge una quantità spropositata di multe.

Segnaletica discutibile, multe a raffica

Il nodo centrale della questione risiede nella segnaletica orizzontale e verticale che regolamenta questa corsia: la configurazione costringe chi deve svoltare a fermarsi in mezzo al Lungotevere, penalizzando decine di veicoli che, anche con la massima attenzione, cercano semplicemente di rispettare l’art. 154 del Codice della Strada, relativo alle manovre di svolta e cambio di direzione.

Questa situazione non è nuova neanche alle forze dell’ordine. Nonostante le ripetute segnalazioni dei cittadini e numerose richieste indirizzate all’amministrazione, nulla è stato fatto per modificare né la posizione della telecamera né la chiara ambiguità delle indicazioni stradali.

Una storia comune a molte aree di Roma

Quello di Lungotevere dei Sangallo non è un caso isolato: episodi simili si registrano in altre zone della città, come in via Principe Eugenio, dove la costante presenza di auto in doppia fila rende impossibile il rispetto delle regole di percorrenza, svuotando di senso l’eventuale applicazione di controlli elettronici. In assenza di una seria repressione della sosta selvaggia e senza un’adeguata manutenzione (o revisione) della segnaletica, le multe rischiano di colpire indiscriminatamente anche chi cerca di comportarsi onestamente.

Un’occasione mancata per i trasporti pubblici

L’aspetto più paradossale della vicenda sta nel fatto che Lungotevere dei Sangallo sia, a oggi, l’unica corsia preferenziale protetta di tutto il lungotevere. I cittadini si chiedono perché l’amministrazione non abbia ancora realizzato un vero e proprio corridoio preferenziale lungo tutto il lato sinistro del fiume, che potrebbe rappresentare una dorsale rapida ed efficiente per i mezzi pubblici nel cuore della città. Ovviamente, una simile infrastruttura dovrebbe essere controllata elettronicamente, ma con sistemi equi, realmente utili e senza “trappole” per automobilisti e motociclisti.

In attesa di risposte (e di giustizia)

Nel frattempo, la telecamera di Lungotevere dei Sangallo continua a mietere vittime: automobilisti e motociclisti multati nonostante la loro buona fede e attenzione. La frustrazione è tanta, i commenti indignati si moltiplicano. L’auspicio dei cittadini—e di chi racconta queste vicende—è che l’amministrazione si decida finalmente a rivedere segnaletica e posizionamento della telecamera, per trasformare uno strumento di controllo in un autentico servizio per la mobilità urbana, e non in un sistema per fare cassa.

Il senso delle multe

Le corsie preferenziali rappresentano uno strumento imprescindibile per tutelare l’efficacia del trasporto pubblico, garantendo agli autobus e ai taxi la possibilità di circolare senza essere ostacolati dal traffico privato. È fondamentale che queste corsie siano adeguatamente protette e controllate, proprio per scoraggiare intrusioni indebite da parte degli automobilisti e assicurare che i mezzi pubblici possano svolgere la loro funzione in modo rapido ed efficiente. Tuttavia, il caso di Lungotevere dei Sangallo si distingue perché qui non ci troviamo di fronte a un abuso vero e proprio della corsia preferenziale: gli automobilisti non invadono la corsia per convenienza personale o mancanza di rispetto delle regole, ma sono spesso costretti a utilizzarla temporaneamente solo per effettuare una svolta consentita o necessaria. In questa circostanza, il sistema sanzionatorio diventa miope, punendo non chi compromette il servizio pubblico, ma chi cerca semplicemente di rispettare la complessità del traffico urbano e la normativa vigente. È proprio questa distorsione ad alimentare rabbia e sfiducia nei cittadini, che vedono la tecnologia trasformarsi da alleato dell’ordine a strumento di ingiustizia.

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Author: Redazione