Viaggio nella cucina italo-spagnola di Daniele, tra sapori, ospitalità e green pass

Daniele ci accoglie nella spaziosa hall dell’Hotel Twenty One, un moderno 4 stelle nel cuore di Roma, in via Cola di Rienzo, a due passi da San Pietro, con una suggestiva vista sul Pincio e sulla cupola della Basilica. Raggiungiamo questo luogo a metà strada tra il Vaticano e Piazza di Spagna, in una Roma che, faticosamente, ricomincia a ritrovare la propria normalità.

In questo salotto inizia la nostra chiacchierata con Daniele, un giovane imprenditore nel settore della ricezione e della ristorazione, categoria maggiormente piegata dagli effetti devastanti della recente pandemia. L’Hotel, di proprietà di Jacopo Damiani, ha affidato proprio a Daniele la parte di executive

Figlio di un italiano e di mamma spagnola, Daniele ha interiorizzato nella sua cucina la tradizione iberica, oltre che a quella internazionale grazie ai molti viaggi fatti. “Fino ai 14 anni ho vissuto in Italia, proprio qui a Roma. Poi i miei si sono trasferiti in Spagna, e naturalmente anche io. A Barcellona ho completato il percorso scolastico e poi mi sono iscritto alla scuola alberghiera, scoprendo la mia vera vocazione. Proprio tra i fuochi e le padelle è nata la mia passione per la cucina e il buon gustoci dice, con un pizzico di orgoglio. “Successivamente, per varie vicissitudini, sono tornato a Roma. Avevo 21 anni e tanta voglia di mettere in pratica quello che avevo imparato nelle cucine del Ritz di Barcellona”. Nella gastronomia di Daniele si mischiano i sapori mediterranei e mediorientali, spinti dall’amore per la cucina – oltre che nostrana – araba ma anche sudamericana. “Il piatto che va di più in questo periodo è un Wok all’orientale, con verdure italiane e condito con salsa di soia e pollo in padella”. Nel bagaglio di esperienze di questo giovane chef anche diversi momenti vissuti all’estero e nelle parti più disparati del globo, esperimenti che hanno avuto riflessi anche sulla sua cucina.

Ma il periodo, si sa, non è dei migliori, anche se qualcosa inizia a smuoversi. “Forti dei prezzi ribassati stiamo tornando a vedere finalmente i turisti a Roma. Oggi su 100 camere quasi 90 sono occupate”. Ma è un turismo anomalo, come lo stesso ci conferma. “Il calo, in questo ultimo periodo, è stato brusco, anche per un 4 stelle come noi. Le persone trovano le nostre camere scontate, ma non usufruiscono di altri servizi come ad esempio proprio la ristorazione che, inevitabilmente, è il settore maggiormente in sofferenza, preferendo consumare in giro per la città. Anche gli uffici, la gran parte ancora in smart working, non sono più un elemento trainante per i nostri pranzi. Fatta salvo la fascia oraria delle colazioni ma poi il lavoro in cucina è davvero poco”.

E a proposito di green pass, in vigore dal prossimo 6 agosto quale condizione necessaria per potersi sedere a tavola anche Daniele ci conferma che “è una dinamica ancora tutta da chiarire. Come ristoratori non siamo abilitati a chiedere un documento di identità al cliente, limitandoci ad accertare solo se lo stesso è in possesso del QR sul suo smartphone. Per il resto non abbiamo altri poteri, nemmeno di verificare se il pass è valido o meno. Al momento, comunque, navighiamo a vista, non essendoci direttive in tal senso”. Per fortuna l’Hotel dispone di un ampio spazio esterno, per cui almeno in questa fase la problematica sembra superata.

Un motivo in più, dunque, per provare la cucina di Daniele e trascorrere una pausa immersi in un luogo indimenticabile nella città eterna.

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