Torni il medico nelle scuole: la proposta di Alongi riscuote successo. Ecco perché

Alongi, candidato al Consiglio Municipale del XII Municipio di Roma con il PD (Monteverde, Bravetta, Pisana, Massimina, Porta Portese) con Elio Tomassetti Presidente, ha fatto pervenire al nostro sito una nota in relazione alla sua proposta di ripristinare la figura del medico all’interno delle scuole del Municipio.

L’istituzione di un’apposita medicina scolastica nasce dall’esigenza, ormai da tutti avvertita – e in particolar modo dopo i recenti fatti sanitari legati alla diffusione del Covid-19 – ,  di  migliorare  la  qualità della vita operando un controllo della salute ed una generale  prevenzione delle malattie su tutta la popolazione, partendo proprio da quella scolastica, così da raggiungere l’intera cittadinanza futura.

Il tema, naturalmente, non è nuovo nella storia politica nazionale.

Negli anni ’50, a seguito della morte di un ragazzo durante una corsa campestre scolastica a Pinerolo, per la prima volta il Ministero della pubblica istruzione inviò una Circolare a tutti i presidi richiamando la loro attenzione sull’opportunità di scegliere un medico cui far visitare gli alunni che frequentavano le lezioni di educazione fisica. All’appello aderirono 2.800 scuole e, grazie all’impegno di 2.600 medici, per la prima volta la medicina entrava nei plessi scolastici. Nel 1955 il Ministero riconosceva un sussidio di 25 mila lire a tutti quei istituti che attrezzavano un ambulatorio all’interno della scuola. Negli anni immediatamente successivi venivano istituiti presso i provveditorati agli studi gli uffici dell’“ispettorato centrale medico” e diverse Università avviavano dei corsi di specializzazione in medicina scolastica. Forte del consenso, il Ministero della pubblica istruzione reperì anche una dote di 6 miliardi e 700 milioni per rendere stabile tale politica, legiferando per la prima volta proprio sulla medicina scolastica (D.P.R. 11 febbraio 1961, n. 264, artt. 9 e ss.).

Anche se il percorso lasciava ben sperare, purtroppo nel 1967, con circolare n. 390, il Ministero della pubblica istruzione passò a quello della sanità le relative competenze e, a quel punto purtroppo, nulla seguì, vanificando per sempre il percorso avviato nel 1955.

In tempi più recenti, con la legge 26 giugno 1990,n. 162, il legislatore (cfr. art. 26) si limita ad affermare come “Il Ministero della pubblica istruzione promuove  e  coordina  le  attività   di  educa- zione alla salute e di informazione sui danni derivanti dall’alcoolismo, dal tabagismo, dall’uso delle sostanze stupefacenti o psicotrope,  nonché  dalle  patologie  correlate”, attività da svolgersi “nell’ambito delle discipline curricolari”, senza nemmeno prevedere l’intervento di esperti in materia.

Da questo ultimo dibattito ad oggi non si ci si è più preoccupati di istituzionalizzare la figura del medico scolastico.

La presenza di personale medico nelle scuole appare molto importante, soprattutto per il fatto che esso svolge il primo punto di osservazione fuori dalle famiglie anche su altri tipi di problematiche, quali disturbi alimentari, dipendenze, bullismo.

Per questo l’iniziativa del CNEL appare importante sotto almeno 4 punti vista:

  1. La possibilità di diagnosi preventiva degli alunni;
  2. La possibilità di promuovere uno stile di vita corretto;
  3. La possibilità di istituzionalizzare percorsi di educazione sanitaria;
  4. La possibilità di valutare prontamente, da un punto di vista medico-sportivo, le capacità agonistiche dei ragazzi.

Riguardo al primo aspetto, concernente la possibilità per il medico scolastico di approntare controlli e diagnosi preventive sulla popolazione scolastica, giova sottolineare come i vantaggi dell’istituzione di un presidio medico all’interno delle scuole possa favorire:

  1. il controllo dello sviluppo psico-somatico degli alunni, individuando prontamente anche le imperfezioni e le malattie dentarie;
  2. la pronta individuazione delle dislalie ed i disturbi emendabili del linguaggio e della audizione, oggi così fortemente diffusi e radicati nei fanciulli;
  3. la difesa contro le malattie infettive;
  4. la vigilanza sull’idoneità dei locali scolastici;
  5. la possibilità di intercettare preventivamente disagi legati alla sfera psicologica, sollecitando magari l’intervento di uno psicologo utile  a  sbloccare situazioni di difficoltà  relazionali e personali.
  6. la vigilanza sulla refezione scolastica;
  7. i controlli medico-legali relativi al personale addetto alle scuole.

In relazione al secondo aspetto, ovvero la promozione di un corretto stile di vita da parte del medico scolastico, l’istituzionalizzazione di tale figura può certamente aiutare a formare ed istruire i futuri cittadini sulla cura della propria persona ed educarli ad un comportamento socialmente e personalmente corretto, rendendoli edotti dai danni delle pratiche scorrette quali assunzioni di sostanze psicotrope, alcol, tabagismo ecc..

Non di meno, un altro aspetto su cui il medico scolastico potrà incidere, è quello relativo all’educazione ad una corretta alimentazione, fattore troppo spesso ignorato dai ragazzi e la cui ignoranza o sottovalutazione compromette una crescita sana e un corretto sviluppo dei sistemi e degli apparati.

Riguardo al terzo aspetto, ovvero la possibilità di avviare percorsi di educazione sanitaria, scongiurando in tal modo l’insorgenza di malattie o eventi morbosi, l’istituzione del medico scolastico potrebbe aiutare gli alunni in diversi modi, tra cui:

  1. promuovere l’educazione igienico-sanitaria della popolazione scolastica;
  2. promuovere una corretta informazione scientifica sulla sessualità;
  3. realizzare temi specifici di prevenzione e promozione della salute, come ad esempio la campagna di vaccinazione contro il virus del papilloma umano (HPV);
  4. favorire la conoscenza delle nozioni di primo soccorso;

Infine, in relazione al quarto profilo di utilità del medico scolastico, si rileva l’opportunità di valutare direttamente a scuola le capacità agonistiche dei ragazzi, impegnate in attività curriculari sportive, così da scongiurare eventuali anomalie non rilevate in sede di visita pediatrica o di medicina generale. Non dimentichiamo, infatti, che come detto in apertura l’esigenza di una medicina scolastica la si avvertì dopo la tragica morte nel 1955 di un ragazzo impegnato – appunto – in un’attività agonistica scolastica.

Accanto a tali ambiti di interventi preventivo-educativi, il presidio sanitario scolastico riveste tutta la sua utilità nei casi in cui si manifesti un episodio acuto.

Un efficace presidio medico scolastico dovrà svilupparsi sia attraverso la collaborazione con le ASL territoriali, e sia grazie alle intrinseche capacità di gestione e animazione del medico stesso.

Alongi (www.leenergie.it)

Candidato al Consiglio municipale di Roma XII – Lista PD

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