Sicily food Drink Rome – un imprenditore aiuta una attività

“Insieme ce la faremo”. Deve essere questo il mantra che Luigi Bassetti, italocanadese di 60 anni residente nel XIII Municipio, si è ripetuto costantemente da marzo ad oggi.

Luigi arriva in Italia all’età di 14 anni ed ancora adesso, nonostante siano passati quasi cinquant’anni dal suo arrivo nella Capitale, mantiene il suo inconfondibile accento canadese mentre racconta la sua storia.

Fino al 2012 gestisce un negozio di telefonia in via Torino, si sposa ed adotta due bambini di origine bulgara, Maya e Alessandro, che rimangono con lui anche a seguito della separazione dalla moglie. Arrivati alla maggiore età i due ragazzi decidono di inseguire i propri sogni e coltivare le loro passioni trasferendosi a Vancouver a sole 6 ore di volo dalla città natale di Luigi, nella consapevolezza che oltre oceano i sogni si tramutino più facilmente in realtà che nel nostro Bel Paese.

Luigi, tuttavia, sceglie di restare in Italia, supportando i figli dalla Capitale, e grazie ai sacrifici fatti insieme a suo padre, negli anni ottanta acquista dei locali in via Marsala, oggi sede del “Sicily food Drink Rome”, che dà in gestione a Giuseppe, Valerio ed Enrico ed in cui lavorano altri 13 dipendenti. L’11 marzo 2020 arriva il DPCM firmato da Giuseppe Conte che reca misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 e che prevede la sospensione delle comuni attività commerciali al dettaglio e dei servizi di ristorazione su tutto il territorio nazionale.

Da quel giorno per il “Sicily food Drink Rome”, come per molti altri commercianti ed imprenditori, inizia un vero e proprio calvario legato alle ripercussioni economiche che le misure volte al contrasto della Pandemia hanno inevitabilmente provocato.

Giuseppe, Valerio ed Enrico faticano a sostenere il peso di un’attività che diventa sempre più difficile da portare avanti a causa delle limitazione imposte dal susseguirsi dei avari DPCM, dalle spese che devono comunque continuare a sostenere, tra cui gli stipendi dei loro dipendenti, e dalle oggettive difficoltà ad accedere ai benefici assistenziali stanziati dal Governo in favore delle piccole e medie imprese.

Dai balconi delle case degli italiani in quei giorni sventolano lenzuoli con la scritta “Andrà tutto bene” eppure, nei pensieri di Giuseppe, Valerio ed Enrico si fa sempre più forte lo spettro di un’inevitabile chiusura della loro attività. Luigi, proprietario dei locali ed assiduo frequentatore del “Sicily food Drink Rome”, decide allora di aiutare i tre ragazzi tramite la sospensione del pagamento dell’affitto del mese di marzo e la dilazione, in attesa di tempi migliori, di quello dei mesi successivi. I dipendenti e le loro famiglie vengono prima di tutto: questo sembra volerci dire il gesto di Luigi, un cittadino italiano che continuerà a pagare le tasse anche in assenza dei redditi del locale per svariate mensilità. Ma la domanda ora è un’altra: quante imprese e quanti giovani imprenditori non hanno avuto il loro Luigi al fianco e sono stati inevitabilmente costretti a chiudere? Quanti aspettano ancora gli aiuti promessi dallo Stato? E quanti ne hanno ricevuti di insufficienti? Oggi il “Sicily food Drink Rome” ha la saracinesca alzata, riesce a mantenere la sua eccellente qualità e Giuseppe, Valerio ed Enrico riescono a pagare gli stipendi di Ilaria, Francesca, Armando, Anthony, Michele, Peppino, Angelo, Gaetano, Farid, Maurizio, Paolo, Nico e Hossain.

Il Sicily food Drink Rome” sta andando avanti grazie alla generosità di Luigi e ai sacrifici di Giuseppe, Valerio, Enrico e dei loro dipendenti.

Simone Mattana

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