Fabrizio COMPAGNONE (PD) candidato Presidente del VI Municipio alle primarie del 20 giugno

Fabrizio Compagnone, 41 anni, laureato presso la facoltà di lettere e filosofia di Tor Vergata, da sempre impegnato socialmente, prima con i collettivi studenteschi Universitari e poi attivista sindacale per poi entrare in Politica attiva nel Partito Democratico di cui è stato, negli ultimi 5 anni, Segretario del Partito locale in Municipio VI e, negli ultimi 9 anni, consigliere municipale ed infine, capogruppo e Presidente della commissione Controllo e garanzia in Municipio.

Noi di SPQRdaily.it lo abbiamo contattato e chiesto se sarebbe disponibile a correre alle primarie del prossimo 20 giugno .

E’ pronto per la sfida?

Sì, perché credo di aver maturato una esperienza amministrativa adeguata e una significativa conoscenza del territorio per partecipare consapevolmente a questa competizione interna, per poi provare a conquistare il governo dell’istituzione Municipale.

Ci avviciniamo alla scadenza naturale di questa consiliatura e, nei prossimi mesi, la città tutta – insieme ai municipi naturalmente – entrerà nel grande turbine elettorale. Le chiedo: quali, secondo lei, sono le priorità per il territorio in cui è nato e cresciuto.

Spesso si sente parlare del Municipio VI di Roma come tra i peggiori dell’intero territorio della città, in termini di situazione sociale, di servizi, di emarginazione, di carenze strutturali….E purtroppo è così.
Quindi, ritengo che la prima cosa da fare, sia quella di ripristinare un vero e proprio patto sociale tra cittadini ed istituzioni, perché negli ultimi anni il livello di sfiducia è aumentato moltissimo, determinando una lacerazione profonda e non più sanata.
Al contempo, bisogna fare un’operazione di rilancio, di riqualificazione, di decoro e di rigenerazione urbana creando nuovi punti di ristoro e di aggregazione, nelle aree più frequentate dai cittadini con l’obiettivo di realizzare delle agorà di quartiere.

In base alla sua esperienza sin qui vissuta in municipio, quali sono i temi che la prossima campagna elettorale municipale dovrebbe mettere al centro?

Sicuramente la manutenzione stradale ed il tema della mobilità che deve essere implementato in maniera significativa. Accelerando quei sistemi green innovativi, cercando di attingere a fondi extra come quelli europei. Proprio questo sarà un punto focale della nostra attività; abbiamo intenzione di aprire vari sportelli di consulenza e informazioni per agevolare gli aventi di diritto, nell’accesso al credito europeo.

Qual è la situazione della città a suo giudizio?

Roma è una città bloccata e amministrata male, con sacche di inefficienza amministrativa e con una gestione della “cosa pubblica” lasciata spesso all’improvvisazione e ad interventi privi di progettualità.
Manca una visione e le risorse sono male impiegate.
Occorre quindi un progetto che, come ho detto precedentemente, deve prevedere un rilancio del tessuto urbano, a cominciare dalle periferie.

Cosa vuol dire per lei fare politica?

Per me fare politica vuol dire interessarsi ai problemi di tutti, ascoltare, mettersi in discussione, esporsi personalmente con le proprie idee e i propri valori.
Significa animare confronti, sollecitare opinioni, non smarrire la visione d’insieme offrendo a tutti la possibilità di sentire propria la battaglia politica e di parteciparvi secondo le proprie possibilità.

Chi è dunque, in definita, Fabrizio Compagnone?

Un giovane amministratore impegnato, “faticatore” e, soprattutto, mi consenta di dirlo, apprezzato dai suoi concittadini, come dimostrano le testimonianze di affetto e di stima ricevute in questi primissimi giorni di raccolta firme.

Un messaggio da mandare ai cittadini in vista delle prossime elezioni?

Credo che tutti i cittadini del Municipio VI debbano avvicinarsi e interessarsi alla sfida elettorale, perché non possiamo lasciare questo territori né al pressappochismo del M5S, né a una destra populista, con idee e pensieri lontani dal comune sentire Democratico.
Non è di questo di cui ha bisogno questo tessuto sociale messo in grave crisi. Ma di speranza e di futuro.

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