Come Roma può uscire (davvero) dal degrado?

Abbiamo intervistato Ottavio Golani, futurologo e divulgatore che per anni ha lavorato negli Stati Uniti in importanti aziende del settore dell’innovazione.

D: Lei ha vissuto tanti anni a Roma, cosa pensa della situazione della città?

Roma è una bellissima città, unica, per le sue meraviglie, per la sua gente, per le atmosfere e per il cibo ma come è evidente ha bisogno di cambiare rotta sul tema del decoro urbano.

D: Di chi è la colpa di tale situazione?

Di tutti e di nessuno, se dicessi A si potrebbe rispondere “eh ma allora B”, se dicessi B ci sarebbe sempre qualcuno che potrebbe dire “si ma C ha le sue responsabilità”. A, B e C sono variabili a cui possiamo assegnare casualmente 3 valori (attori) qualsiasi: “AMA, Comune, Cittadini” ad esempio, fate un esperimento sociale scrivendo su qualsiasi gruppo Facebook delle frasi del tipo (semplifico): “Oggi su VIA Y ci sono i cassonetti pieni! E’ colpa di A/B/C” e divertitevi a leggere le varie risposte. Fate lo stesso post in un altro gruppo cambiando la variabili e il risultato sarà altrettanto divertente e opposto al precedente. Dobbiamo uscire quindi da questa logica.
Dal 2008 con la diffusione dei social network e degli smartphone (tutti giriamo con una telecamera in tasca – prima sarebbe stato impensabile) la politica (soprattutto locale) è cambiata, c’è tanto fumo ma c’è anche più partecipazione civica e questo è un bene.

D: Qual è la soluzione?

Una sola soluzione non esiste, ritengo che per Roma possa essere utile un sistema di videosorveglianza diffuso, chi sporca e deturpa deve sapere che non la farà franca. Ma anche chi parcheggia in doppia fila*, chi sosta sulle strisce pedonali, sulle aree per disabili.

Ci sono delle regole e vanno rispettate anche per quel “minuto” in cui si prende il caffè o si va a fare una compra “urgentissima” al negozio di abbigliamento.

*vale il discorso di sopra anche qui i valori assegnabili alle variabili possono essere: “mancano i parcheggi, i bus non funzionano, c’è traffico”

L’esperimento romano delle fototrappole ha dimostrato come con un controllo del territorio sia possibile individuare e multare chi sversa ad esempio rifiuti illegalmente. Basta amplificare questo concetto a tutta la città.

D: E la privacy dei cittadini?

Già oggi siamo circondati da telecamere che, giustamente, vengono utilizzate su richiesta delle autorità per identificare crimini. La normativa sulla privacy è molto all’avanguardia.

Il concetto che deve passare è che è grave anche gettare una sigaretta a terra, imbrattare o occupare le aree di parcheggio per i disabili.

D: Cosa ne pensa della sfida per il prossimo Sindaco di Roma?

Chiunque sarà a vincere deve pensare che il decoro è una priorità: dal centro alla periferia, a tutti piacciono strade pulite e curate, aree verdi fruibili e spazi pedonali in cui vivere la propria città. Ci vuole coraggio, i cittadini sapranno apprezzare sul medio / lungo periodo.

Quando si va in vacanza, in qualsiasi città del mondo (Vienna, Barcellona, Praga, Miami), tutti apprezziamo quel viale pedonale in cui passeggiare, quel bel parco curato, quella strada pulita, quei tavolini all’aperto in cui sorseggiare un caffè ma poi a casa nostra tutto questo non lo vediamo anzi quasi lo contrastiamo (e siamo a Roma!). E’ necessario partire cambiando i nostri comportamenti senza pensare ai vari A, B, C. Nel nostro piccolo ognuno può fare qualcosa e la tecnologia ci è di aiuto (sistemi di segnalazione, social, sistemi di messaggistica). Come diceva W. Disney: “Se Puoi SognarloPuoi Farlo!”.

Foto di Mauricio A. da Pixabay

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