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​Ciclabili “via Panama” e ” via Guido Reni” – Alongi: “La mobilità sostenibile va bene se dialoga con i cittadini”.

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​Consigliere Alessandro Alongi: “Le piste ciclabili vanno concordate con chi vive il quartiere e lo conosce davvero. Non possono essere calate dall’alto! Per questo ho realizzato una piattaforma civica — lontana dalle logiche di partito — proprio per raccogliere queste istanze e rispondere concretamente ai cittadini.” lo comunica in una nota il ​Consigliere Alessandro Alongi, presidente della commissione politiche sociali di Roma XII.

​La transizione verso una mobilità più green è un obiettivo condiviso dalle principali capitali europee. Tuttavia, la cronaca recente dimostra che la progettazione di nuove infrastrutture non può prescindere da un elemento fondamentale: l’ascolto attivo di chi il territorio lo abita ogni giorno.


​Il caso di Via Panama e Via Guido Reni, a Roma, è diventato l’emblema di questa necessità.
Tema che riguarda anche i quartieri di Pineta Sacchetti, Nomentano ed Eur dove i residenti stanno vivendo i disagi di una progettazione non concordata.

Se da un lato l’estensione della rete ciclabile rappresenta un pilastro per il futuro della città, dall’altro la protesta dei residenti e dei comitati locali solleva un tema cruciale: la profonda differenza tra un progetto calato dall’alto e uno condiviso con la comunità.

​Il valore della conoscenza locale
​Chi abita in un quartiere ne conosce le dinamiche profonde: i flussi di traffico nelle ore di punta, le criticità dei parcheggi, le esigenze delle attività commerciali e la sicurezza dei pedoni. Ignorare queste competenze “di strada” trasforma spesso un’opera potenzialmente utile in un motivo di attrito sociale.
​Nel caso di Via Panama e Via Guido Reni, i cittadini non chiedono il blocco del progresso, ma pretendono di essere interlocutori attivi. La richiesta è chiara: una progettazione tecnica che si sposi con la realtà del tessuto urbano preesistente, evitando soluzioni che possano paralizzare la viabilità locale o penalizzare eccessivamente i residenti.

​La posizione di Alessandro Alongi: “No a decisioni sulla pelle dei quartieri”
​Sulla questione è intervenuto con fermezza Alessandro Alongi, consigliere territoriale di Roma, sottolineando come il metodo di attuazione sia importante quanto l’opera stessa. La sua dichiarazione riflette una visione democratica della gestione urbana:

​”Ogni azione che trasforma il volto di una strada o di un rione deve essere concepita all’interno di un percorso partecipato. Non si possono prendere decisioni tecniche a tavolino sulla pelle di chi vive il quartiere e ne conosce ogni criticità. La sostenibilità non si impone, si costruisce insieme: solo chi vive il territorio può fornire quegli elementi di realtà necessari a rendere un progetto davvero funzionale e accettato dalla comunità.”

​Verso un modello di urbanistica condivisa

​L’urbanistica moderna insegna che il successo di una pista ciclabile si misura non solo dai chilometri asfaltati, ma dal suo grado di integrazione sociale. Un percorso ciclabile “subito” dai residenti rischia di essere percepito come un corpo estraneo; un percorso progettato insieme diventa, invece, un valore aggiunto per la qualità della vita di tutti.
​Contatti e segnalazioni.


Alessandro Alongi è a disposizione dei cittadini per raccogliere proposte e segnalazioni. È possibile contattarlo tramite la piattaforma civica www.lepersonealcentro.it o via email all’indirizzo alongi.roma12@gmail.com.

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Author: Redazione