In scena fino al 31 maggio 2026 | Teatro Prati
È un gioco degli equivoci, che fa sorridere e riflettere, quello che emerge nella commedia “Due dozzine di rose scarlatte”, in scena al Teatro Prati fino al 31 maggio 2026. Questo testo è stato scritto nel 1936 da Aldo De Benedetti, uno dei più brillanti commediografi del nostro Novecento, che era di origine ebrea.
Per questo motivo visse sulla propria pelle il dramma dell’esclusione, non potendo firmare le sue opere a causa delle leggi razziali fasciste del 1938. I suoi lavori continuarono a circolare, ma in chiave anonima o spesso sotto prestanome.
Un capolavoro di ironia e leggerezza
Questa commedia, scritta in origine per Vittorio De Sica e Giuditta Rissone e portata dallo stesso De Sica sugli schermi cinematografici nel 1940, è un meccanismo perfetto che il direttore artistico del Teatro Prati, Fabio Gravina, ha voluto mettere in risalto firmando anche la regia.
“Due dozzine di rose scarlatte” è una di quelle pièce argute ed eleganti in cui il gioco delle coppie si mostra come un imprescindibile motore narrativo. Un testo umoristico e brillante, tra i più rappresentati in Italia, che funziona da più di settanta anni perché dispensa leggerezza, emozioni e risate coinvolgendo piacevolmente il pubblico.
Il Cast
Sul palco del Teatro Prati il protagonista è lo stesso Gravina, nel ruolo di Alberto Verani, affiancato da:
- Sara Religioso nel ruolo della moglie Marina
- Antonio Conte nel ruolo dell’amico Tommaso Savelli
- Francesca Antonucci nel ruolo di Rosina, la cameriera
Le scene e i costumi sono firmati da Francesco De Summa, mentre le musiche originali sono del M° Mariano Perrella.
La trama degli equivoci
La trama appassiona e tiene con il fiato sospeso. In un matrimonio fin troppo fedele, la moglie, forse trascurata, comincia a sentire voglia di evasione e organizza un viaggio da sola; il marito, complice l’amico avvocato, ne approfitta per tentare di avvicinare una bella contessa inviando due dozzine di rose scarlatte con lo pseudonimo “Mistero”. Ma il mazzo, per errore, arriverà alla moglie. Da questo equivoco si sviluppa una storia parallela sul desiderio e la necessità di sognare, un percorso iniziatico che ci fa riflettere sulle nostre debolezze.
Portare in scena “Due dozzine di rose scarlatte” a ridosso del 25 aprile significa ricordare che la libertà è anche la possibilità di sorridere delle proprie fragilità e, soprattutto, rappresenta il tributo ad un grande autore che ha saputo sconfiggere la dittatura con l’arma più affilata di tutte: la sua elegantissima ironia.
Informazioni Utili
- Location: Teatro Prati, Via degli Scipioni
- Date: Fino al 31 maggio 2026
- Info e Prenotazioni: 06 3974 0503