Si è calato ieri il sipario su “Un Amore di Peso”, l’ultima fatica teatrale scritta, diretta e interpretata da Marco Cavallaro. Dal 3 al 15 febbraio, il palco del Teatro de’ Servi di Roma ha ospitato una commedia che, dietro la facciata delle risate e del ritmo incalzante, ha saputo lanciare una frecciata dritta al cuore dei pregiudizi moderni.
La trama e il conflitto
La storia ruota attorno a Giorgio, un uomo diviso tra l’ideale estetico imposto dalla società e la realtà dei sentimenti. Inizialmente attratto dalla bellissima e filiforme Lara (la sua datrice di lavoro), Giorgio vede le sue certezze crollare quando incontra Carla. La “differenza calorica” tra le due donne diventa il motore di un dilemma morale e sociale: scegliere l’apparenza che compia gli altri o la sostanza che rende felici se stessi?
Accanto a Cavallaro, hanno dato vita a questa girandola di emozioni Olimpia Alvino, Marco Maria Della Vecchia e Valentina Stredini, un cast affiatato che ha saputo gestire i tempi comici con estrema naturalezza.
Lo spettacolo
Lo spettacolo ha avuto la sua capacità di trattare temi delicati senza mai perdere la leggerezza.
Cavallaro è riuscito a evitare la retorica banale, preferendo una comicità “garbata” che invita a riflettere sulla discriminazione legata al corpo e sull’accettazione di sé.
Un plauso particolare va alla caratterizzazione dei personaggi secondari, in particolare al ruolo dell’amico Mario (interpretato da Della Vecchia) e alla capacità delle interpreti femminili di dare sfumature diverse alla bellezza.
La regia è stata dinamica, capace di mantenere alta l’attenzione dello spettatore per tutta la durata dell’atto unico, tipico dello stile di Cavallaro.






